Basta un taglio in obliquo e avviene la rivoluzione.
Sembra semplice, eppure non lo è.

Madeleine Vionnet è una “scultrice“, una geometra, un’architetto più che una “semplice” couturier.
La Sarta Vionnet (questo il mestiere a cui è stata avviata dal padre in giovane età) usa strumenti da Artista: manichini, diagonali e figure geometriche.

Geometria-Tessuto-Taglio-Sbieco. Elementi cardine dell’artista Vionnet

Definire Madeleine Vionnet con poche semplici parole si può: è la regina dello sbieco! Ma non è altrettanto semplice replicarne l’estro e le capacità.
Madame Vionnet nasce sarta e lo diventa senza alcun problema,ma una vita “regolare” e tradizionale non le si addice – ha un buon lavoro, una casa e un marito.

Con un taglio da maestra alla sua precedente esistenza, si trasferisce a Londra per poi fare ritorno a Parigi in grande stile, assunta dalla Maison Callot Soeurs in veste di premiere di Madame Marie. Ottimo trampolino di lancio per l’apertura nel 1912 del suo primo atelier grazie al sostegno di una delle sue prime clienti.

Madame Vionnet crede nelle donne e la sua è una storia di donne, condotta al servizio delle donne, valorizzandone la cultura, la capacità creativa e la bellezza.

Madeleine Vionnet attraversa indomita i primi decenni del ‘900. Anni in cui lo spettro della guerra rivoluziona il ruolo femminile nella vita quotidiana e nella moda.
Finita la Prima Guerra Mondiale, Vionnet riapre la sua Maison apportando una nuova rivoluzione: ABITI IN SBIECO.
Non si accontenta di tagliare la stoffa rispettando il senso del tessuto (drittofilo) e neanche contro il verso, ma introduce il taglio in SBIECO, ossia in obliquo. E’ l’uso della geomeria a renderle il compito più semplice.
Gli abiti Vionnet vengono studiati direttamente sul corpo. La stilista usa un manichino da artista di dimensioni ridotte, le cui misure non corrispondono a taglie reali, ma ad uno schema perfetto e che, successivamente, vengono replicati sul corpo della signora che avrà il privilegio di indossare una creazione Vionnet.

Vestire Vionnet è spesso sinonimo di Rompicapo proprio a causa di questa sua scelta di progettazione.
Celebre è il caso dell’abito da sera, apparso su Vogue France nell’inverno 1935-36, divenuto un vero e proprio enigma, lasciato per anni pendente da una gruccia e inespresso nel Musée de la Mode et du Textile di Parigi, finchè lo stilista Azedine AlaIa non ha scovato la modalità per indossarlo: “una sequenza di gesti da fare in buon ordine,senza sbagliarsi…ed ecco, si trova uno dei segreti di Vionnet.”


Una serie di pannelli di tessuto da intrecciare, arrotolare e mescolare per dare vita al drappeggio, uno dei punti di forza di Vionnet.
I suoi abiti dialogano con il corpo, non hanno modo di esistere senza di lui. Prendono forma sul corpo complicati giri e torsioni che solo lei, Madeleine Vionnet, è capace di creare.
Il drappeggio, di chiara ispirazione classica, è ben lungi dal sembrare precostituito. Il tessuto avvolge e abbraccia il corpo legandosi dolcemente alle sinuose forme della donna.

Il drappeggio altro non è che il risultato dell’attento studio del taglio in sbieco praticato da Madeleine Vionnet. In molti tentarono, tra gli anni’20 e ’30, di imitare il “taglio Vionnet”, ma lo sbieco prendeva forma e scioltezza solo tra le mani dell’artista.
Diagonali e figure geometriche sviluppano splendide volute, petali e drappeggi dall’architettura nascosta, ma estremamente elegante e affascinante.

La ricerca sullo sbieco e l’uso della geometria traghettano Vionnet dagli anni’20 agli anni ’30, dall’orlo corto, dalle linee piatte e dritte e dalla vita alta a gonne il cui orlo si allunga e la vita si accorcia.

“Quello che era giovane l’anno scorso è improvvisamente diventato vecchio.”
Vogue 1930

La frenesia, lo sfarzo e l’eccesso dei favolosi 20s lascia spazio al lusso elegante e raffinato delle dive di Hollywood degli anni ’30 e Madame Vionnet ne diventa una grande interprete.
Il fine ultimo del lavoro di questa artista era la ricerca di armonia e perfezione ottenuto tramite l’utilizzo del tessuto come materia da plasmare. Tessuto e corpo vengono liberati dalle costrizioni e così valorizzati.

“Mi sono impegnata, come per la donna, a liberare il tessuto dalle costrizioni che gli venivano imposte. Entrambi mi sembravano vittime calunniate. Ho provato che una stoffa che cade liberamente su un corpo era lo spettacolo armonioso per eccellenza”
Madame Vionnet, 1937

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