Sarà che sono nata negli anni ’80 e i calzini fluo di ogni tonalità erano sparsi per tutta casa alla ricerca del proprio compagno di vita (che quando proprio non si trovava,finiva per essere inesorabilmente accoppiato con qualsiasi colore “tanto è di moda!”).Sarà che adoravo i Popples (teneri peluche che diventavano imperfette palle!) e in particolare quello fucsia e che Poochie era onnipresente nella mia vita di bimba o sarà che una scrivania piena zeppa di evidenziatori mi rende il vivere quotidiano più colorato, ma pensare che “l’invenzione” di un colore così moderno risalga ai primi anni’30, beh mi sembra sempre strano. Eppure,il futuro e il passato si incontrano e si fondono in un colore, il rosa shocking, sdoganato dalla temeraria e lungimirante signora dell’innovazione, Elsa Schiaparelli. La moda non ha segreti per lei e soprattutto è sinonimo di sperimentazione.

Il disegnare abiti,per inciso,per me non è una professione,ma un’arte.

Elsa Schiaparelli

La collaborazione con l’eclettico e geniale Salvador Dalì incorpora particolari del Surrealismo nei suoi “capolavori da indossare” e da tenere sempre con sé.Nel 1935 il connubio artistico Schiap-Dalì da vita a iconici e supermoderni packaging di un fondotinta compatto a forma di telefono, personalizzabile con il proprio nome o un’altra immagine. Per poi continuare a stupire con il famoso abito da sera “Teardress” -letteralmente, il vestito di lacrime – caratterizzato da un effetto trompe l’oil che offre l’illusione di un lembo di carne strappata e da cui si intravede il rosa shoching in continuità con lo strato di epidermide di chi lo indossa…se non è modernamente punk questo?!

Ebbene,è così che in un mondo,quello degli anni ’30, che noi del futuro siamo abituati a vedere in tonalità bianco e nero, con qualche sfumatura di colore tenue, irrompe un rivoluzionario rosa shocking, energico e frizzante, che diventa il manifesto di questa grande couturière, colore onnipresente nelle sue collezioni  e opportunamente concentrato in un profumo,”Shocking” appunto, la cui bottiglia viene modellata sulle sinuose e irriverenti forme di Mae West e che sprigiona tutta l’originalità di Schiap.

Dalì afferma che la Parigi anni’30 sarà ricordata

” non per i dibattiti surrealisti nei caffè di Place Blanche,o per il suicidio del mio amico René Crevel,ma per l’apertura della Maison di Elsa Schiaparelli in Place Vendome.Qui ebbe luogo un grande fenomeno;qui la lingua di fuoco del sacro spirito di Dalì si è posato.”

(THE SECRET LIFE OF SALVADOR DALÌ,1945)

Dagli anni ’30 agli anni ’80 fino ai giorni nostri il passo è breve,come una zip (di cui Elsa comprende velocemente il poteziale creativo) che rompe e ricompone con un solo gesto la sequenza di ganci opportunamente incastrati l’uno dentro l’altro, scoprendo e coprendo ciò che vi è sotto…e il sotto, è tutto in tinta “rosa shocking”!

Che siano lembi di pelle surrealistici adagiati su un abito,come li intendeva Schiap, che siano calzini fluorescenti in puro stile anni’80,il filo conduttore rimane questo colore, il rosa shocking, che inalterato giunge dal passato, vive nel presente e si proietta nel futuro senza mai passare di moda.

Esattamente come Schiap,innovatrice del suo tempo e ispirazione del futuro.

“[…] il colore d’un tratto mi si palesò davanti agli occhi: brillante, impossibile, sfrontato, piacevole, pieno d’energia, come tutta la luce, tutti gli uccelli e tutti i pesci del mondo messi insieme, un colore proveniente dalla Cina e dal Perù, non occidentale; puro e non diluito. Così chiamai il profumo Shocking.”

Elsa Schiaparelli

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One thought on “Una rivoluzione in tinta “rosa shocking””

  1. È molto completo ed è carina la struttura. Fa capire molte cose tipo il fatto che tra il passato e il presente c’è un filo che continuerà all’infinito e che il passato in realtà non è passato❤

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