Una musica che conosco si diffonde nell’aria di un caldissimo pomeriggio estivo di Buenos Aires.

Io,distratta dai colori,dagli odori e dal caotico e allegro vociare di San Telmo, cammino sicura tenendo la mia piccola mano stretta fra quelle nodose e affidabili di mia nonna.Lei è bella e fiera del suo viso impreziosito dai segni del tempo e della chioma,un tempo nero corvino, trasformata in una cascata scintillante di fili argentei.

Il pomeriggio con lei è una raccolta di diapositive ingiallite della città, un insieme di ricordi color seppia che rivivono attraverso un magico filo conduttore che fatico a comprendere. È un racconto,il suo, che lascia intravedere un amore forte,intenso,senza limiti per la sua città,come se ne conoscesse anche i più piccoli segreti. È la narrazione di una passione mai spenta.

Vicoli e quartieri prendono forma diventando di volta in volta il set dei suoi ricordi vividi,tangibili e quella musica che io sento in sottofondo, sembra stranamente seguire armoniosamente il filo dei pensieri di mia nonna.

Improvvisamente, quelle note risuonano con più insistenza nella mia testa esercitando una inspiegabile e potente forza attrattiva.

Lascio la presa e corro in cerca di spiegazioni a questo richiamo inconsapevole.

Finalmente, trovo la risposta!

“Curiosando…”
Buenos Aires, Dicembre 2015

Una finestra di uno di quei piccoli locali caratteristici e molto diffusi, quelli in cui l’avventore può gustare e ascoltare la tradizionale Buenos Aires, si apre davanti ai miei occhi.Una diapositiva, un quadro, una tela, sulla quale due artisti, due tangueri, stanno dipingendo la propria opera d’arte. Sacade, boleos e giri usati come pennelli e colori per disegnare sul piso.

Avvolti in un caldo abbraccio,i due combattono una dolce e passionale battaglia milonguera  trattenuti al pavimento da un’occulta e misteriosa forza: è il Tango.

Tutto mi sembra più familiare. I racconti finora passati distrattamente nella mia testa si traducono in volti, lineamenti, atteggiamenti di milongueros più o meno famosi in città. Come in una mirada, fra me e la nonna si instaura una certa complicità milonguera. I suoi ricordi ingialliti, come per magia, si animano e riesco a scorgere una giovane donna,fasciata in un bel vestito che esalta il suo corpo sinuoso, mentre pazientemente attende una mirada e poi, finalmente quello sguardo arriva, lei si alza e ha inizio la sua creazione milonguera.

L’attrazione è magnetica, non riesco a distogliere lo sguardo da quella finestra. Lei ha capito che il Tango è diventato parte di me e presto anche io sarò pronta ad iniziare il mio personale combattimento milonguero.

Foto Giuseppe Scarpa
Baia San Giovanni Luglio 2016
Elegantemente a presto!

One thought on “Tango…”

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