Montemesola non ha bisogno di presentazioni. Chi ha baffi e barba sa perfettamente di cosa sto parlando.

Montemesola è la città dei Baffi (e della barba) dal 1965, da quando il dottor Carbonaro, veterinario del paese, decide un cambio di look (che presto farà storia!) che non viene preso molto sul serio dai suoi concittadini: con quei nuovi baffi lo vedono ridicolo. Così affida il giudizio al solo e insindacabile parere delle donne.

Da allora sono trascorsi ben 53 anni, con 45 edizioni del Festival dei Baffi, la  prima viene tenuta a battesimo da un grande della televisione italiana, Pippo Baudo.

Fin qui è la storia , quella che si conosce e che si può leggere su qualsiasi cosa parli di Montemesola.

Ciò che non è scritto da nessuna parte è l’accoglienza e il calore che i montemesolini regalano a chi annualmente giunge in città per partecipare a questa grande festa. Montemesola è un piccolo centro del tarantino che a fine luglio ti accoglie generalmente con temperature che superano i 30°, in cui la canicola delle ore centrali della giornata costringerebbe a rimaner tappati tra le quattro fresche mura di un’abitazione e, di certo, non per le strade con le caratteristiche chianche bianche riflettenti i raggi del sole e minuscole oasi di ombra.

Eppure non è così!

Ad accoglierti ci sono tutti coloro che hanno fatto la storia del festival dei Baffi, pronti a raccontarti instancabilmente il perchè sia nato questo concorso e la passione con cui mantengono sempre viva la tradizione. C’è Antonio Leone, detto “Mazza Rossa”, il più longevo partecipante montemesolino in sella alla sua ruggente moto che racconta delle gloriose passate edizioni condendole con la sua esuberanza, dispensando aneddoti e date dei suoi trascorsi come ospite in TV in trasmissioni note come Uno Mattina. E con lui c’è Vito Leone, da 30 anni calca il palco per la sua sfilata baffuta e, ci tiene moltissimo a dirlo, dorme poco o niente nei giorni precedenti la festa perchè si occupa di tutta l’organizzazione come socio della ProLoco. Loro sono le colonne portanti di questa festa.

Antonio e Vito, i pilastri del Festival dei Baffi

Non puoi sentirti solo a Montemesola perchè troverai in ogni dove qualcuno sempre pronto a farti compagnia e, soprattutto, Antonio e Vito sono praticamente ovunque tant’è che arriverai anche a chiederti se godano del dono dell’ubiquità, d’altro canto è casa loro, è la loro festa, anzi sono loro la festa!

E che tu sia baffuto, barbuto o un semplice accompagnatore/supporter differenze non ci sono, sarai comunque parte di questa magnifica giostra. Proprio su questa scia si inserisce il pranzo sociale organizzato meticolosamente con amore dai volontari della ProLoco montemesolina. Questa è la dimostrazione di come noi pugliesi a tavola, davanti ad un piatto tipico della tradizione, riusciamo a far sentire tutti a casa anche se i km percorsi per arrivare fin qui sono 500, 1000 o 2000…qui si ha l’impressione di far parte di una grande e bellissima famiglia.

Ed è proprio questo il senso di questa grande Festa dei Baffi. “La gara c’è, ma questa è davvero la festa dei baffuti e dei barbuti!“- ci tiene a sottolinearlo Renato Bruno, il Presidente della ProLoco che da 16 anni con i suoi collaboratori si fa carico dell’organizzazione di questo evento.

Renato Bruno Presidente della ProLoco di Montemesola

Per dovere di cronaca qualche notizia sulla gara in sé ve la concedo.

3 categorie generali nelle quali i tanti baffuti e barbuti sono suddivisi: “Baffi“, “Barba“, ” Freestyle” e 3 barba-baffuti d’eccezione che hanno conquistano il 1° premio per ciascuna sezione: il salentino Igor Mancarella ha sbaragliato tutti con un super baffo da lasciar letteralmente a bocca aperta,mentre per la categoria “Barba” è Fabrizio Bottos, pordenonese, ad aggiudicarsi il primo posto con la sua curatissima e caratteristica barba retinata e,infine, per la sezione Freestyle, non ha eguali l’elegantissimo dandy friulano Jean Pierre Xausa.

I vincitori delle 3 categorie

Questo il sunto di una gara divertente e dominata dalla complicità fra i concorrenti. Ai piedi del palco, le protagoniste della serata, attentissime giurate pronte a decretare anche in questa edizione il migliore baffo e la più bella barba d’Italia e non solo.

Le giurate
Le giurate

Giudizi,palette,regolamenti,sfilate,fanno tutte ugualmente parte di un concorso che rimane pur sempre una festa,sul cui palco la storia si avvicenda prendendo le sembianze di uomini che prima di qualsiasi premio,sono fieri del proprio baffo e della propria barba, il proprio punto di forza.

Mimmo Nigro

La passione e i racconti di Antonio e Vito hanno fatto breccia nel cuore delle nuove generazioni montemesoline che sentono giustamente l’esigenza di rimarcare l’importanza di questo concorso nel più ampio panorama di gare e contest italiani (e non!).Ed è un giovane barbuto che si fa carico piacevolmente di questo compito, Mimmo Nigro, che in compagnia di Antonio e Vito rappresenta il presente e il futuro, segno che Montemesola è stata, è e sarà sempre la Città dei Baffi e, ovviamente,di chi si prende amorevolmente cura di loro: i barbers o barbieri.

Mimmo Russo, il barbiere

Un barba-baffuto senza un barbiere sarebbe perso e, allo stesso modo, un barbiere senza loro non avrebbe senso di esistere. Per esempio, a Montemesola, prima della serata c’è un folto gruppo di partecipanti che si da appuntamento nel pomeriggio nella barberia di Mimmo Russo. Qualcuno arriva con pinzette che siano di sostegno per la propria barba, qualcun altro detta i propri desideri in fatto di look per il proprio baffo e, indovinate chi ha le idee chiare su ciò che vuole mentre continua a dispensare racconti? Si, proprio loro, Antonio e Vito, ve l’ho detto che sono praticamente ovunque! E per fortuna,oserei dire, perché un sorriso riescono sempre a strapparlo!

I barbieri sono importanti tant’è che ce ne sono nel backstage pronti a dare l’ultima aggiustatina al look e qualcuno di loro sale addirittura sul palco mettendosi in gioco per primo, come il simpatico Aldo U’ Zinz di Locorotondo.

Aldo U’ Zinz “pizzicato” mentre aggiusta il look del diavolo Leo Pezzolla

Ah, e la tensione pre-gara? Quella non si vede proprio e, qualora ci fosse, si smorzerebbe con un buon bicchiere di vino rosso offerto da Antonio ( rigorosamente conservato in bottiglie di Vermouth).

Renato Bruno ha già detto che fervono i preparativi per l’edizione del 2019,voi che fate? Io un salto a Montemesola lo farei!

Tutti amici (da sx: Mike Lorusso, Igor Mancarella, Mimmo Nigro, Jean Pierre Xausa, Nicola Borrelli e Fabrizio Bottos)
Nicola (una Mente Elegante) e Antonio Leone
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