Tutto comincia così!

Una didascalia e il ricordo di una bellissima scoperta torna vivo nella mente.

Anzi,meglio, tutto ha origine così.

Io, Nico e Mantova – mia città natale. Sebbene Nico bazzichi in queste zone con me da quasi vent’anni, non ci siamo mai regalati un vero e proprio tour nella cultura e nell’arte della città come normali turisti.

Ecco, adesso mi sembra giunto il momento!

Palazzo Te è la nostra scelta e mai scelta fu più azzeccata di questa.

…se n’andarono fuor della porta di S. Bastiano, lontano un tiro di balestra,
dove sua eccellenza aveva un luogo e certe stalle chiamato il T(e) […]
E quivi arrivati, disse il marchese che avrebbe voluto, senza guastare la muraglia vecchia, accomodare un poco di luogo da potervi andare ridurvisi al volta a desinare, o a cena per ispasso.

(G.Vasari, 1568)

I protagonisti della citazione sono Giulio Romano e il marchese Federico II Gonzaga intenti alla trasformazione di questa residenza, in origine riservata solo alle scuderie, in una dimora in grado di stupire chiunque si recasse a corte.

Abbagliati dalla bellezza e dalla magnificenza di giardini e sale che si succedono l’una dopo l’altra con un ritmo crescente il cui culmine si ha nella famosissima Sala dei Giganti, il tempo passa  (circa 1 ora e mezza) senza che nessuno dei due si renda conto di ciò. Per me è la seconda volta (o forse anche la terza!), ma è sempre come fosse la prima. I colori e la maestosità degli affreschi, delle sculture e dei pavimenti – mia fissazione viste le circa 50 foto dedicate solo a loro!- ci catapulta in una dimensione senza tempo e senza limiti. Eppure, accenni di presente e di futuro ne incontriamo sul nostro percorso turistico: installazioni di arte contemporanea collocate in alcune sale storiche, perfettamente inserite nel contesto, capaci di creare una fusione perfetta tra presente, passato e futuro,manifesto di quella atemporalità che Palazzo Te riesce a trasmettere al visitatore.

In realtà, sono le ultime opere che catturano il nostro interesse stuzzicando la nostra curiosità. Tessuti stampati, tessuti di ogni genere e tonalità, tessuti sovrapposti a creare forti contrasti cromatici e un video in loop che mostra un magazzino in cui sono contenute un’infinità di stoffe e nel quale si aggirano persone alla ricerca di qualcosa. Nico, amante del taglio sartoriale e del bello in generale, viene letteralmente rapito da questa semplice immagine. Ed è proprio in questo momento che ci viene proposto di concludere la nostra visita nelle Fruttiere di Palazzo Te dove ci aspetta una mostra temporanea di cui non conosciamo assolutamente nulla, ma come ipnotizzati dalla visione di tanta bellezza ci fidiamo e andiamo a vedere.

E l’intuito non ci delude!

La conoscenza del passato genera la nascita di nuove idee e crea nuove forme di bellezza.

Antonio Ratti

Immediatamente si crea una connessione, una sintonia tra noi e il protagonista cui è dedicata la mostra: Antonio Ratti.

Ritratto di Antonio Ratti
Courtesy Fondazione Antonio Ratti

“Personaggio raffinato ed elegante, poliedrico ed eclettico”

Così si legge in una descrizione sul sito della Fondazione che da lui prende il nome. Soprattutto, si tratta di un uomo innamorato dei tessuti e delle loro potenzialità in ambito artistico.

Passione e dedizione, sapienza e attenzione sono solo alcuni degli aspetti che appaiono in questa esposizione temporanea di parte di una collezione di strabilianti, preziosi e antichissimi tessuti provenienti da tutto il mondo, conservati con amore durante tutto l’arco della sua carriera. Una lunga carriera iniziata all’età di 30 anni con la creazione della “Tessitura Serica Antonio Ratti”, che si occupa di commercializzazione di tessuti per cravatte e foulard, cuore pulsante di quello che si evolverà in un incubatore di prodotti innovativi, di nuove promesse artistiche e luogo di conoscenza e studio dei tessuti invidiato in tutto il mondo.

Mentre Nico è ormai “perso” nella lettura di un testo che si occupa unicamente di nodi di cravatte, foulard e papillon (che, ricordiamolo, in realtà è un altro tipo di cravatta!), io sono ipnotizzata dai colori di numerosi album, le “Carte de Nuances” la cui datazione si colloca fra il 1927 e il 1932, in cui sono racchiuse matassine di tessuto di seta declinate in tutte le gradazioni di colore immaginabili.

L’esposizione è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi dell’essere umano e permette la libera espressione di sè stessi: pensate ad una lunga pedana ricoperta di tessuto sfumato di seta su cui sono adagiati stoffe e libri con i quali è possibile, anzi si DEVE INTERAGIRE! Bimbi e adulti possono “mettere in disordine” i tessuti creando a loro volta una nuova opera d’arte -io l’ho fatto!.L’uomo Antonio Ratti crede fermamente nella sperimentazione e nell’innovazione ed è tramite l’intervento di “disturbo” del visitatore che ci sentiamo tutti protagonisti del mondo del mecenate Ratti.

Ma una passerella così, lascia spazio all’immaginazione e alla libertà di movimento e allora, perchè non correre, sedersi o far capriole? Si può fare,facciamolo!

Credo che l’intento di questa mostra sia quello di conoscere l’uomo e l’operato di Antonio Ratti, ma anche quello di condividere e vivere la sua passione per il tessuto: seta,velluto, cotone o qualsiasi esso sia.

Obiettivo raggiunto per quanto mi riguarda se, a più di un mese dalla visita di questa mostra, l’aver visto una didascalia in un manuale di moda mi ha suscitato un ricordo così vivo.

Quindi, un plauso a Mantova che ha dato spazio a questa collezione e il nostro ringraziamento all’uomo Antonio Ratti che ci ha regalato la possibilità di vivere una così grande emozione. Il suggerimento per voi lettori, è sicuramente quello di vedere la mostra o, comunque, conoscere questa storia e il suo protagonista.

IL TESSUTO COME ARTE:ANTONIO RATTI IMPRENDITORE E MECENATE – PALAZZO TE MANTOVA fino al 7 gennaio 2018…Non perdetela!

 

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