E’ il 28 giugno 1914 e a Sarajevo l’arciduca Francesco Ferdinando viene assassinato decretando il preludio dell’inizio della Prima Guerra Mondiale.

E’ estate. Parigi si è svuotata.
E’ estate e  siamo a Deauville.

Deauville, una piccola Parigi affacciata sulle coste francesi del canale della Manica e protetta da verdeggianti colline. Là dove il Duca di Morny nel 1861 decise di bonificare una zona paludosa, sorge una stazione balneare meta di vacanza degli aristocratici parigini che affollano hotel di lusso, l’ippodromo e il casinò.

Deauville è anche una lunga striscia di sabbia bianca  sulla quale si affacciano sontuose ville -se ne contano quasi trecento – veri e propri gioielli architettonici.

In riva al mare nasce l’epopea di Coco Chanel.

L'epopea di Chanel a Deauville

E’ estate.
Le signore indossano cappelli “a punto Inghilterra” ricoperti di piume, fiori e tutto ciò che può essere considerato grazioso. I corpi abbronzati sono coperti da abiti di lino bianco ricamati e decorati di pizzo valenciennes e ai piedi calzano scarpe con quattro cinturini abbottonati.

Questo è lo stile balneare di inizio ‘900.

Chanel ha appena aperto la sua prima modisteria grazie al sostegno di Boy. Il sodalizio fra i due è sia amoroso sia economico.

Gabrielle inizia la creazione di cappelli meno ingombranti, più essenziali e deduce che l’abbigliamento ampolloso visto finora a Deauville va rielaborato.

Il suo occhio è in cerca di ispirazione spaziando tra il guardaroba di Artur e quello degli uomini che sono abituati al contatto con il mare, che conoscono e convivono con il clima marino. Cosa hanno in comune? Usano un abbigliamento più consono al luogo in cui si trovano. Un modo di vestire più comodo. Così, dall’armadio di Boy “ruba” maglioni e pantaloni comodi e degli uomini di mare ne apprezza i tessuti e la sapienza antica di chi vive e conosce il mare da sempre.

Nasce così una linea essenziale, elegante, fatta di capi di maglia dritti e comodi che  per prima sperimenta lei. Serve poco per far innamorare le donne di Deauville.

La sua boutique si riempie di blazer di flanella copiati da quelli di Boy, di marinare in maglia e pullover sportivi.

E’ il preludio del futuro Stile Chanel.

La vita scorre serena nella tranquilla cittadina costiera della Normandia.

Poi, il 28 giugno 1914 segna uno spartiacque fondamentale nella storia.

C’è un PRIMA e c’è un DOPO.

La tranquilla Deauville si svuota. I vacanzieri tornano a Parigi. Incombe un clima di insicurezza. Si intravede sullo sfondo l’inizio di una guerra.

Artur Capel consiglia a Gabrielle di fermarsi esattamente dov’è. A Deauville. Un’intuizione che si rivela una tappa fondamentale nella carriera di Chanel.

Finiva un mondo, un altro stava per nascere. Io stavo là; s’offriva un’opportunità. La presi.

Chanel

Dopo un mese i tedeschi sono in Francia. Vengono fermati poco prima di Parigi. Deauville si riempie nuovamente. Le signore invadono la cittadina mentre gli uomini sono in guerra.

Non si tratta di una vacanza. E’ innanzitutto un cambio epocale nella vita di una donna. Per la prima volta sono sole e hanno il comando della situazione. Servono abiti più comodi. Quelli della boutique Chanel sono perfetti. Le signore svestono abiti ingombranti.

Gonne dritte, giacche alla marinara, scarpe basse. Questa è la nuova divisa elegante delle signore di Parigi.

Molte donne eleganti avevano raggiunto Deauville.Confezionai per loro dei jersey con maglioni di stallieri, golf d’allenamento come ne portavo io stessa.

Chanel

Le donne sono autonome e il loro abbigliamento è un chiaro segnale.

C’era un PRIMA. Quello degli abiti ingombranti, di uno stile ampolloso.

C’è un DURANTE che diventerà il futuro, lo stile Chanel.

Hic et nunc.

La vita degli abitanti di Deauville venne velocemente stravolta.Gli alberghi divennero ospedali e le cameriere vennero sostituite da infermiere e volontarie per le quali servivano uniformi adeguate. La variazione venne affidata alle sapienti mani di Chanel che si occupò di trasformare i tessuti per ricavarne divise adeguate al nuovo uso.

Alla fine di quella prima estate di guerra, avevo guadagnato 200 mila franchi d’oro (…). Avevo coscienza maggiore della rivoluzione che stavo per provocare nell’abbigliamento? In nessun modo.

Chanel

Intuizione, quella di Boy Capel, fa rima con rivoluzione , quella di Chanel.

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