Crinolina, lana e jersey. Poi nuovamente, jersey e crinolina,chiffon, raso e velluto. Un’alternanza di tessuti che segue i cambiamenti economici e politici del momento. Il periodo è quello a cavallo della Prima Guerra Mondiale. La protagonista ancora lei: Coco Chanel.

 

Mi domando perchè mi sono lanciata in questo mestiere; perchè vi figuro come rivoluzionaria? Non fu per creare quello che mi piaceva, ma proprio, dapprima e anzitutto, per far passare di moda quello che non mi piaceva.

Coco Chanel

Coco Chanel gioca con la moda, con i tessuti assicurando un ordine e una semplicità alle cose che stanno cambiando intorno a lei. Rifiuta i canoni della moda ottocentesca: la crinolina è ingombrante, non permette libertà alle “sue” donne (e a sè stessa, innanzitutto!), la donna fastosa e voluminosa del sarto inglese Worth non è più di moda e la situazione socio-politica vede l’inizio di una guerra mondiale (la Prima) che porta con sè la difficoltà di reperire i tessuti e una donna con nuove esigenze.

Charles Frederick Worth (1825 – 1895 )/ (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

Le donne sono sole. I loro uomini sono in guerra e sono “costrette” a muoversi nel mondo da sole, ad uscire riunendosi nei bar (quelle dell’alta società) e a lavorare (quelle con origini più umili). La donna ha necessariamente un nuovo ruolo nella società e la moda risponde con l’intuito e il guizzo di Coco. Una maglia a filo continuo fatta con macchine da maglieria, il jersey, arriva in soccorso a Chanel che stupisce tutti con la lavorazione di questo tessuto eliminando decorazioni e virtuosismi sartoriali, in favore di un modello di semplicità che fa rima con eleganza e stile. Le donne indossano un abito che le rende indipendenti e femminili. “Vogue” e “Harper’s Bazar” celebrano Chanel e la moda parigina che, nonostante la guerra, ha mostrato la forza e la capacità di procedere senza sosta verso la meta.

Per dimostrare che Chanel può tutto, ecco un saggio dell’abito crinolina (…). Un abito con i cerchi, nel tulle nero più leggero, posato su un fondo stretto di crepe de Chine. Per sola guarnizione un nastro che parte dalle spalle e ondeggia liberamente.

Vogue, 1920

Abito crinolina Chanel

Finisce la guerra e con essa anche il clima di restrizioni imposte nel mondo della moda, questo  significa il ritorno di velluto, chiffon, raso e pizzo Chantilly e di uno stile di vita più festoso ed euforico.

Chanel incarna la rivoluzione, inverte il sistema e gioca con tessuti e volumi. La crinolina non viene più usata sotto le gonne, ma al di sopra di un abito dalle linee dritte e semplici.

Finiva un mondo, un altro stava per nascere. Io stavo là; s’offriva un’opportunità, la presi. Avevo l’età di quel secolo nuovo, che si rivolse dunque a me per l’espressione del suo guardaroba. Occorreva semplicità, comodità, nitidezza: gli offrii tutto questo a sua insaputa. I veri successi sono fatali.

Coco Chanel

La filosofia di Coco è qui riassunta in poche semplici parole. Cogliere l’opportunità celata in un tessuto apparentemente nuovo e farne di questo un meraviglioso punto di forza e partenza per nuove avventure, usufruendo di tutti gli spunti che ad altri sembrano non esserci e invertire ruoli.

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