Le dita pigiano i tasti con una velocità sempre crescente. Il ritmo è incessante e spasmodico, ricorda quello della musica in voga in quel periodo, il Charleston.

La frenesia della gente che vuole spendere, investire e arricchirsi è un sottofondo costante degli anni’20 e la telescrivente, come uno strumento musicale, è continuamente impegnata a registrare l’alternanza delle quotazioni dei titoli in Borsa: alto, altissimo, basso e poi nuovamente alto e poi ancora basso e di nuovo in rialzo. Si potrebbe dire una buona metafora della vita quotidiana di ciascun uomo: un equilibrio dinamico in costante cambiamento. Sono gli anni ’20, quelli dell’opulenza, quelli del boom industriale, quelli in cui il piccolo e medio risparmiatore (?) decidono di puntare in Borsa al grido rassicurante di MARGIN (paghi solo il 10% delle azioni e il resto… in comode e tranquille rate!).

Ricchezza, gioia e spensieratezza, insomma una vera e propria “età dell’oro”! Eh si, ma non è tutto oro quello che luccica…

Ben presto il divario fra valore di acquisto e quotazioni delle azioni diventa abissale e la telescrivente continua a scandire il tempo con un ritmo martellante, ma intriso di dubbi e paure crescenti. Il 22 ottobre del 1929 la situazione comincia a cambiare. La frenesia di acquisto e ricchezza diviene urgenza di vendere e così, la telescrivente compone un ritmo terrificante, la notizia si diffonde velocemente e le linee telefoniche diventano roventi. Tutti corrono ai ripari.

Analisti, giornalisti ed economisti non mancano di rassicurare, ma il fermento e la paura degli improvvisati investitori diventa più tangibile e Wall Street diventa un campo minato.

“State calmi. E’ solo un vuoto d’aria che ha incontrato il mercato!”

La telescrivente, fedele compositrice della colonna sonora di tutta questa storia, inizia a trascrivere la vendita di azioni con altrettanta velocità, ma ormai la bolla sta per scoppiare e la paura è sempre più viva. Anche la musica cambia ritmo…un ritmo più “dondolante”. L’energia incontrollabile del Charleston si trasforma in quello più avvolgente dello Swing.

Un rumore fragoroso seguito da un silenzio assordante è quello che accoglie il mondo la mattina del 29 ottobre 1929. La paura si è concretizzata in uno degli eventi che segnerà la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra: la Grande Depressione.

È nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora; senza crisi qualsiasi vento diventa una brezza leggera.
(Albert Einstein)

Elegantemente a presto!

One thought on “29 ottobre 1929: il rumore prima del crollo.”

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